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Milano e le altre: tutti i numeri delle città che attraggono capitali

Il mercato immobiliare di Milano si mantiene forte e la crisi sembra non aver intaccato le performance degli immobili commerciali, che un’analisi curata da World Capital e Nomisma ritiene ancora molto appetibili, specialmente quelli localizzati in zone strategiche.

Milano, la smart city dei record

Del resto Milano è la città più smart d’Italia, prima per crescita economica e mobilità sostenibile, ricerca, innovazione e trasformazione digitale. Lo dicono i numeri di iCity Rate, la classifica delle città più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e vivibili.

Il capoluogo lombardo è al primo posto nel 20% degli indicatori, ad esempio per diffusione della banda ultra larga e del coworking, per dotazione di veicoli in sharing, sia automobili (ne circolano 351) che biciclette (4.650 in tutto), quasi 4 disponibili ogni 1000 abitanti.

Il capoluogo lombardo e le altre capitali, ecco i numeri che contano

*La classifica della società di consulenza A.T. Kearney delle città che presentano il maggior livello di “globalità”, intesa come capacità di attirare sul loro suolo  e trattenere il maggior numero di talenti, imprese e idee.

Fonti: Comune di Milano; Major of London; Transport for London; Municipalità di Parigi; Berlino.

Una città giovane

A Milano vivono 1,354.000 persone ma sono 3.208.000 se contiamo tutto la Città Metropolitana (1.575 km). Come dire: il 7% degli Italiani vive qui. Nel 2019 sono nati 11.703 bambini, più 30.227 nuovi residenti da altre città, mentre se ne sono andati altrove in 26.703. Gli stranieri sono 253.482 e rappresentano il 18,9% della popolazione: si tratta soprattutto di filippini (oltre 40mila), egiziani (35.884) e cinesi (27.679).

L’età media della popolazione oggi è di 43,6 anni (51 in Italia) e scenderà fino a 41,7 anni nel 2030.

Milano vale il 12% del Pil nazionale

A Milano si concentra l’8% di tutte le imprese italiane e la ricchezza prodotta vale il 12% del Pil nazionale. Nell’area metropolitana ogni giorno aprono i cancelli più di 286.000 aziende. Hanno la sede qui il 14% delle banche italiane e l’8% delle compagnie finanziarie, così come le maggiori Tv, i giornali e le case editrici. Le startup innovative sono 1.040, pari al 15,42% del totale nazionale, più di Roma (8,48%), Torino (4,46%), e Napoli (3,10%) messe insieme.

Gli imprenditori stranieri sono 48.894.

Crescono le residenze di lusso

Quando la pandemia finirà, torneranno i 7 milioni e mezzo di turisti che ogni anno visitavano Milano la maggior parte (54%) stranieri, soprattutto americani, cinesi e tedeschi.

Gli hotel di lusso (un sette stelle, 22 cinque stelle e 219 quattro stelle) sono in crescita (+31% in otto anni) mentre diminuiscono le sistemazioni low cost (-25%).

Muoversi compatibilmente

Il trasporto pubblico offre 16.218 posti al chilometro per abitante, sopra la media nazionale (2.391). Bike sharing: 5 compagnie, 3,5 bici per 100 abitanti (in Italia 0,5) per un totale di oltre 5mila bici. Car sharing: più di 4.000 auto in condivisione.

Perché investire nell’immobiliare a Milano?

Secondo World Capital e Nomisma i rendimenti del comparto commerciale si mantengono interessanti a Milano, facendo da vero e proprio volano per il settore retail a livello nazionale.

Analizzando i dati, emerge che investire nel mattone oggi conviene, soprattutto in quello commerciale: rispetto ai rendimenti finanziari, quelli immobiliari non solo sono più sicuri, ma anche decisamente più redditizi, anche se la crisi sanitaria ha limato i valori: oggi si parla, secondo la ricerca, di un rendimento lordo medio del 3,3% nelle high streets e del 5,7% nelle strade secondarie. Una differenza, questa, che si deve al fatto che a Milano le grandi vie della moda hanno spazi molto richiesti e che quindi rappresentano un investimento sicuro, ma meno redditizio dato l’alto costo di acquisto.

Quali sono gli asset immobiliari migliori su cui investire

Gli immobili destinati alla moda, alla ristorazione e alla finanza mostrano i rendimenti maggiori (tra 6% e 7%), mentre quelli della grande distribuzione si caratterizzano per un trend al ribasso: negli ultimi 10 anni sono passati dal 7,5% al 5%.

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